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Domenico Pagano – Diplomato del Master Antiriciclaggio – Anti-Money Laundering Diploma

Domenico Pagano, avvocato barese ex studente della European School of Banking Management, racconta la sua svolta professionale giunta anche grazie al master Anti-Money Laundering. Da due anni lavora a Malta nel mondo dell’antiriciclaggio e della compliance, dapprima in uno studio legale maltese e successivamente nel mondo della finanza per una società di asset management.

Perché ha deciso di fare un master in antiriciclaggio?
Quando ho deciso di lavorare all’estero, mi sono subito reso conto che l’antiriciclaggio e la compliance rappresentavano uno dei pochi settori che potessero consentire di valicare i confini nazionali ad un laureato in Giurisprudenza. Grazie infatti all’Europa e alle Direttive europee in materia di antiriciclaggio è possibile prendere in considerazione le opportunità di lavoro nel solco della professionalità legale negli altri Paesi.

Com’è venuto a conoscenza della European School of Banking Management e perché l’ha scelta per la sua formazione?
Internet è stato il canale privilegiato per la mia ricerca di percorsi altamente professionalizzanti e specializzati in materia di antiriciclaggio. Quando ho individuato la European School of Banking Management mi sono soffermato molto sulle notizie relative alla scuola: la storia, la faculty, l’esperienza nel settore e il programma mi hanno convinto che il master Anti-Money Laundering della ESB sarebbe stato il percorso più adatto a completare la mia formazione. Avevo già seguito in precedenza un master sui temi della compliance, più da un punto di vista giuridico e di governance. Il master della ESB, invece, è più focalizzato sull’antiriciclaggio in senso stretto. L’unione di questi due titoli, insieme al mio curriculum, mi hanno permesso di spuntarla nei vari colloqui e trovare lavoro proprio dove volevo trasferirmi, a Malta.

Può quindi sostenere che il Master in Antiriciclaggio ha influenzato la sua carriera professionale?
Il master Anti-Money Laundering ha certamente influito positivamente sul mio futuro. All’estero non capiscono i nostri parametri formativi, perché sono completamente diversi: in Italia, la formazione universitaria è ancora molto generica, tanto che poi i giovani neolaureati incontrano difficoltà nel passaggio al mondo del lavoro. Basti pensare a quanto sia “normale” in Italia incontrare molti professionisti che, nella fase iniziale del lavoro, fanno un po’ di tutto per sopravvivere, salvo poi magari col tempo specializzarsi in un particolare ambito. All’estero, invece, è assolutamente diverso. Se dici di essere un avvocato e nella tua vita professionale hai fatto genericamente il “civilista”, all’estero ti guardano con sospetto. Il tuo curriculum, per quanto di spessore, non è decifrabile perché fuori dall’Italia la parola chiave è specializzazione, anche molto specifica. Ecco perché il master Anti-Money Laundering è stato fondamentale per potermi rivendere all’estero.

Si è soliti pensare alla figura del responsabile antiriciclaggio all’interno delle banche e degli istituti finanziari, ma gli ambiti di collocazione sono i più disparati. Qual è a suo avviso il potenziale del mercato del lavoro legato all’antiriciclaggio e alla compliance?
Non ci sono grandissime differenze tra chi si occupa di antiriciclaggio nelle banche e chi in altre realtà. Ci sono sfumature, normative e approcci tarati sul mercato di riferimento, questo sì: gli obblighi e le normative variano un po’ a seconda che si operi nel mondo della finanza o del gaming. Nel bene o nel male, però, il professionista della compliance deve considerare bibbia la normativa europea e le trasposizioni di questa a livello nazionale. Se fossi un giovane aspirante professionista della compliance metterei da parte il sogno della banca, che mi sembra un settore in Italia piuttosto in crisi, e punterei su altri ambiti. Sulla base della mia esperienza personale, in Italia non tutti i soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio hanno effettivamente implementato i sistemi previsti dalla legge. Quindi, esiste un mercato enorme, ad esempio nel settore dei compro oro che in Italia è un mercato non ancora esploso. Pur essendo, infatti, soggetti destinatari degli obblighi, non conosco nessun compro oro che si sia veramente strutturato in modo tale da adeguarsi alla normativa. Presto o tardi questo adeguamento dovrà arrivare e a quel punto si apriranno prospettive lavorative interessanti.
In generale, comunque, l’antiriciclaggio è a mio avviso una scelta intelligente perché nonostante sia un settore già in fermento da diversi anni, si assiste ad una sua continua crescita, soprattutto in Italia.

Cosa consiglierebbe ad un neolaureato interessato al mondo dell’antiriciclaggio?
Il mio consiglio è quello di essere caparbi, insistere e specializzarsi in modo specifico, imparare a usare i software che rappresentano il pane quotidiano per chi si occupa di antiriciclaggio e compliance e, possibilmente, di fare un po’ di esperienza. Anche uno stage non retribuito, per un periodo di tempo adeguato, ti permette di comprendere qual è il giusto approccio al lavoro di responsabile antiriciclaggio che, oggi, rappresenta a mio avviso una scelta professionale che può sicuramente pagare visto le enormi potenzialità del mercato.