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Antonio Santese – Responsabile Risorse Umane di Banca Popolare di Puglia e Basilicata

Avvocato Antonio Santese, Responsabile delle Risorse Umane di Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Laureato in giurisprudenza, con specializzazione in diritto sindacale e del lavoro, Antonio Santese ha maturato 30 anni di esperienza nel settore risorse umane, ricoprendo posizioni di crescente responsabilità in diverse aziende.

Alcuni scandali nel mondo bancario e la ricerca di un nuovo modo di fare profitto (ad esempio investendo sui mercati esteri o prestando denaro) anche se altamente rischioso, stanno mettendo le banche in una situazione di difficoltà. Qual è il suo punto di vista su questa situazione?

La situazione di difficoltà delle banche italiane deriva essenzialmente da una politica del credito operata senza la dovuta prudenza che, unita alla crisi economica che ci attanaglia ormai da diversi anni, ha generato notevoli problemi gestionali. Da ciò la necessità di un generale rafforzamento dei patrimoni degli istituti di credito, ma anche di un diverso approccio verso il tema dei costi, in primis il costo del lavoro, che ha portato ad un ridimensionamento degli occupati nel settore; un trend che, peraltro, non si arresterà a breve.

Può la formazione attenuare in qualche modo questo clima di incertezza, ad esempio fornendo agli operatori bancari gli strumenti per gestire il rischio?

Sicuramente si e non solo per prevenire i danni. A seguito della crisi, infatti, siamo costretti a fronteggiare un’ipertrofia normativa: subiamo un bombardamento di disposizioni, sia da fonte europea che nazionale, sostanzialmente volte al potenziamento delle funzioni di controllo. Inoltre, si registra la necessità di pianificare ed attuare iniziative di formazione a pioggia sulla gestione dei rischi. Ad esempio, in BPPB abbiamo recentemente organizzato dei corsi destinati a tutta la rete commerciale per sviluppare ad ogni livello la “cultura” del risk management e della compliance.

In alcune realtà bancarie le selezioni in ambito risk e antiriciclaggio sono direttamente in capo ai responsabili delle stesse funzioni. Come opera da questo punto di vista la sua banca?

Nella nostra Banca esiste una specifica policy interna concernente gli organici, a livello quali-quantitativo, le nomine dei responsabili e le rotazioni degli addetti alle tre funzioni di controllo. Per le figure operative, che sono tutte qualificabili come professionals, delle funzioni audit, risk management e compliance è previsto il diretto coinvolgimento dei responsabili delle stesse funzioni. Per le posizioni di responsabilità viene invece coinvolto anche il Comitato Rischi, che è espressione del CdA e del Collegio Sindacale della Banca.

Quali sono, secondo la sua esperienza, le caratteristiche del candidato perfetto per le funzioni antiriciclaggio e risk?

Per quanto riguarda la funzione antiriciclaggio, che da noi è inclusa nella funzione compliance, è indispensabile un’esperienza tipicamente bancaria, meglio se svolta in parte in rete commerciale. A mio avviso, infatti, il candidato ideale per la funzione antiriciclaggio deve avere consolidato le conoscenze su  ciò che avviene in rete; quindi, può essere anche stato un controller decentrato o avere avuto esperienze professionali nell’ambito della raccolta. Per quanto riguarda la funzione risk management, invece, il candidato perfetto può non essere un bancario tipico; deve assolutamente essere un professionista che studia e sa leggere i numeri, che sa fare analisi complessa: uno statistico, ad esempio.

Per la formazione e l’aggiornamento della vostra rete vi siete affidati alla ESB. Come e per quale motivo la scelta è ricaduta sulla nostra business school?

L’avvio dei rapporti con ESB risale a circa 15 anni fa, prima del mio arrivo in BPPB. Negli ultimi anni il rapporto si è consolidato e direi intensificato: la European School of Banking Management è diventata la nostra business school di riferimento per la formazione in materia di antiriciclaggio, attraverso l’erogazione di master, corsi specialistici e seminari (anche in house) con relatori di primaria importanza.